Innata vocazione per la viticoltura

Lo straordinario susseguirsi di catene collinari parallele estese da Est ad Ovest, a forte pendenza, è il risultato della millenaria storia geologica di questo territorio dall’innata vocazione per la viticoltura. Il lavoro manuale dell’uomo lo plasma fin dai tempi antichi, ma a formarlo sono state le grandi forze della Terra: il sollevamento dei fondali marini e lacustri, poi rimodellati dai ghiacciai dolomitici che li hanno coperti di sedimenti.

Tra la montagna e il mare

Siamo tra il mare e le Prealpi – Venezia è a 50 km, le Dolomiti ne distano circa 100.

Le ripide colline di Valdobbiadene, completamente esposte a sud, sono il risultato dell’azione di ghiacci antichi. I terreni sono profondi, costituiti da roccia e sabbia con molta argilla. Le diverse combinazioni di esposizione, pendenza e suoli rendono ogni micro zona unica: nascono da qui le caratteristiche inconfondibili di tipologie come Rive e Cartizze.

Il vitigno Glera

L’esposizione a sud e l’altitudine delle colline (tra 100 e 500 metri) garantiscono una buona escursione termica e quindi un rigoglioso sviluppo di aromi.

Qui il vitigno Glera, da cui si produce il Valdobbiadene Prosecco Superiore, ha trovato da più di tre secoli il suo ambiente ideale.
Si tratta di un vitigno che ama i terreni bagnati dall’acqua ma non il ristagno; per questo il clima temperato, i frequenti acquazzoni estivi, la costante ventilazione e le forti pendenze sono tutte condizioni ideali che ne favoriscono la coltivazione.
Al clima si affianca il lavoro manuale dell’uomo, che contribuisce a plasmare il paesaggio secondo le linee naturali delle colline, lungo rive scoscese e pendii che richiedono un’azione quotidiana e faticosa, tanto da essere definita “eroica”.

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